Condannato a quattro anni di reclusione Simone Isaia, il giovanesrnza fissa dimora che lo scorso luglio diede fuoco alla “Venere degli stracci”, l’opera di Michelangelo Pistoletto esposta in piazza Municipio a Napoli.
Il verdetto è giunto al termine del processo di primo grado con il rito abbreviato. Simone Isaia è stato giudicato colpevole: avrebbe agito per distruggere il monumento che adornava piazza Municipio. Secondo il gup Linda Comella, non ci sono dubbi: è lui ad aver distrutto l’opera di Pistoletto, mandando in fumo una installazione che attraeva curiosità e attenzione da parte di passanti e turisti.
Un’azione consumata la scorsa estate, su cui hanno indagato i magistrati del pool gruppo beni culturali, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli.
Isaia venne fermato dai poliziotti in un centro di accoglienza, accusato di incendio e distruzione di beni culturali, ma si è sempre dichiarato innocente. In tasca aveva un accendino che secondo l’accusa avrebbe utilizzato per appiccare l’incendio. A supporto del quadro accusatorio, le immagini di un sistema di videosorveglianza che mostrano un uomo aggirarsi intorno all’opera per poi allontanarsi. Pochi minuti dopo divampa l’incendio.
Una sentenza che secondo l’avvocato difensore di Isaia non chiarisce in che modo l’imputato possa aver appiccato un incendio di quella portata in pochi minuti, servendosi solo di un accendino.
Numerose le mobilitazioni nei giorni successivi all’arresto di Simone Isaia volute per garantirgli il supporto psicologico di cui aveva bisogno, unitamente a una petizione, che hanno portato alla concessione degli arresti domiciliari presso la Casa di accoglienza Domus Misericordiae di Salerno, di don Rosario Petrone. Una mobilitazione che vide anche lo stesso autore dell’opera Michelangelo Pistoletto spendere parole di solidarietà per il giovane.