Un antico proverbio napoletano, consegna proprio questo monito: “fai come dico io, ma non fare come faccio io”.
Nessun intercalare potrebbe essere più adeguato alla circostanza: sei vigili motociclisti – il reparto di massima eccellenza del Corpo – vicini alla sospensione, avevano il compito di fermare e sanzionare i veicoli senza assicurazione. Invece erano i primi a non avere la Rca sui loro mezzi privati.
Oltre alla sanzione pecuniaria verranno sospesi, il procedimento già è stato aperto, per danni all’immagine del Corpo.
Convinti della loro impunità, sicuri di essere al riparo perché facenti parte della corporazione di chi tiene addosso una divisa, non pagavano l’assicurazione. Invece proprio grazie all’intransigente lavoro di chi la divisa la onora mettendo in pratica gli ideali della legalità e del rispetto delle regole, “il comodo” raggiro dei sei agenti è stato smascherato.
Noncuranti delle conseguenze che questo avrebbe arrecato all’immagine del medesimo corpo del quale loro stessi erano parte, gli agenti non hanno avuto remore e dubbi sul da farsi, seppure dinanzi avessero dei colleghi. Una parte degli uomini di divisa che sguazza nei presunti benefit che in maniera truffaldina avrebbero voluto estrapolare dal loro status di “uomini di legge”, dall’altro l’esempio ferreo e rigido di chi, impone a tutti e senza distinzione, il rispetto delle regole.
Tra i sei figurano anche un paio di dirigenti sindacali molto in vista nel corpo dei vigili.
La notizia ha suscitato comprensibile indignazione tra i cittadini che manifestano un forte senso di sconforto, soprattutto attraverso i social network: “come si fa ad avere fiducia nella legge, se il primo a non rispettarla è chi viene pagato per farla rispettare ai cittadini?“ si legge in un post pubblicato su una delle tante pagine dedicate alle forze dell’ordine, seguito da innumerevoli altri commenti e messaggi dall’analogo contenuto.