• Redazione
  • Contatti
  • AD
  • I’m Napolitan
  • Accedi
venerdì, 16 Ottobre, 2026
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli

Il nuovo modo di leggere napoli

  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Osservatorio Regionale Cure Palliative e Medicina Del Dolore: dall’11 gennaio entra in funzione il sito

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
7 Gennaio, 2016
in Da Sud a Sud
0
Osservatorio Regionale Cure Palliative e Medicina Del Dolore: dall’11 gennaio entra in funzione il sito
Share on FacebookShare on Twitter

anziano_8_25911“Mai più ultimi in Regione Campania”, con questo slogan entrerà ufficialmente in funzione, dal giorno 11 gennaio 2016, il sito web www.hospicecampania.it dell’Associazione House Hospital onlus, il portale che sarà lo strumento comunicativo dell’Osservatorio Regionale Cure Palliative e Medicina del Dolore. Pur essendo dedicato al tema specifico delle cure palliative e medicina del dolore, l’Osservatorio si occuperà anche della difesa dei diritti dei cittadini, della tutela della salute e dell’uguaglianza dei trattamenti assistenziali in tutto il territorio regionale campano. L’Osservatorio si propone di essere un’espressione reale di sussidiarietà nel panorama del Welfare che cambia, valorizzando l’apporto sistemico del volontariato e dell’iniziativa privata, in collaborazione funzionale con istituzioni pubbliche. Un’altra connotazione da tenere presente nel considerare questa iniziativa è la prefigurazione di un Welfare diverso, che fornisce ai malati e ai familiari una risposta organica, globale, interistituzionale, calibrata su un nuovo concetto di bisogno esistenziale per la realizzazione del “Ben-Essere”.

ADVERTISEMENT

Per questa caratterizzazione di strumento di aiuto e di supporto, l’Osservatorio si fa carico di registrare e di mettere a disposizione i provvedimenti normativi nazionali e regionali; di riferire sulle ricerche svolte o in corso di svolgimento; di pubblicare una rassegna bibliografica riguardante lavori scientifici, rapporti tematici, opere di divulgazione e di testimonianza connessi con le cure palliative e medicina del dolore, nonché altre informazioni utili che emergeranno dalle esperienze future dell’Osservatorio. Per questa sua apertura prospettica, l’Osservatorio costituisce uno strumento in continua evoluzione e che si configurerà sempre più puntualmente in rapporto alle esigenze dei malati, delle loro famiglie, delle organizzazioni di volontariato e delle istituzioni nel presupposto che esso è stato istituito per essere l’Osservatorio “dei malati” e non “sui malati”, l’Osservatorio nato per “contribuire a trovare soluzioni” e non per limitarsi a “descrivere situazioni” e a pubblicare dati. Per cui, idealmente, tutti possono sentirsi parte attiva e costituente dell’Osservatorio. L’incredibile quantità di dati, spunti e informazioni che si raccoglieranno, lo rendono uno strumento unico nel suo genere in Italia, capace di mettere i malati algici, cronici e terminali insieme alle famiglie e alle associazioni, nelle condizioni di conoscere e rivendicare i propri diritti, per portare avanti con rinnovata efficacia la loro quotidiana lotta per la dignità di fine vita.

Dalle esigenze prospettate, l’Osservatorio Regionale Cure Palliative e Medicina del Dolore nasce per: rappresentare nel tempo l’entità e l’evoluzione quantitativa e qualitativa delle cure palliative e medicina del dolore, intesa come fenomeno di rilevanza sociale da analizzare e valutare per l’impatto sociale ed economico sulle persone, sulle famiglie, sulle istituzioni e sulla società; documentare nel tempo le risposte che la società fornisce come organizzazione sanitaria, servizi sociali; supporto economico e lavorativo, iniziative di sussidiarietà nelle realtà locali, rete informativa; analizzare e rappresentare le informazioni sulla domanda e sull’offerta rapportandole agli ambiti territoriali di riferimento; esigenza molto sentita in presenza del decentramento regionale e che lo diventerà ancor più con l’attuazione del federalismo fiscale in modo da consentire il monitoraggio costante delle difformità assistenziali e dei progressi o regressi rilevati in Regione Campania.

I principali compiti dell’Osservatorio sono: monitorare lo sviluppo omogeneo della rete per le cure palliative attraverso la verifica degli indicatori e degli standard previsti dal decreto ministeriale 22 febbraio 2007, n.43; controllare il livello di erogazione delle prestazioni degli Hospice facenti parte della rete regionale o comunque operanti nel settore assistenziale delle cure palliative; verificare l’adeguatezza dei sistemi tariffari e l’utilizzo dei fondi nazionali finalizzati allo sviluppo delle cure palliative; monitorare il consumo di farmaci indicativi dell’adeguatezza dello sviluppo della rete per le cure palliative; trasmettere i dati all’Osservatorio Nazionale sulle cure palliative.

ADVERTISEMENT
Prec.

La Rotonda Diaz: storia e curiosità di uno dei luoghi simbolo di Napoli

Succ.

Ruquia Hassan: la giornalista simbolo della lotta all’Isis

Può interessarti

“La Piazza non Tratta”: 95 valigie vuote a Napoli per la XX Giornata europea contro la tratta di esseri umani
Da Sud a Sud

“La Piazza non Tratta”: 95 valigie vuote a Napoli per la XX Giornata europea contro la tratta di esseri umani

15 Ottobre, 2026
“Dalla parte di noi donne”: circa 1.000 visite ginecologiche in dieci città italiane
Da Sud a Sud

“Dalla parte di noi donne”: circa 1.000 visite ginecologiche in dieci città italiane

15 Ottobre, 2026
Vomero, sabato in piazza Vanvitelli una marcia pacifica contro la violenza: «La sicurezza è un diritto di tutti»
Da Sud a Sud

Vomero, sabato in piazza Vanvitelli una marcia pacifica contro la violenza: «La sicurezza è un diritto di tutti»

13 Ottobre, 2026
Simeup, migliaia in piazza per imparare a salvare un bambino: edizione da record
Da Sud a Sud

Simeup, migliaia in piazza per imparare a salvare un bambino: edizione da record

12 Ottobre, 2026
Gennaro D’Amato tra i migliori scienziati al mondo: il riconoscimento internazionale per il docente della Federico II
Da Sud a Sud

Gennaro D’Amato tra i migliori scienziati al mondo: il riconoscimento internazionale per il docente della Federico II

9 Ottobre, 2026
Salvare la vita a un bambino: domenica 11 ottobre SIMEUP in piazza con “Una Manovra per la Vita”
Da Sud a Sud

Salvare la vita a un bambino: domenica 11 ottobre SIMEUP in piazza con “Una Manovra per la Vita”

8 Ottobre, 2026
Succ.
Ruquia Hassan: la giornalista simbolo della lotta all’Isis

Ruquia Hassan: la giornalista simbolo della lotta all'Isis

Please login to join discussion

Ultimi Articoli

Maradona annuncia l’arrivo sulla panchina dei Dorados, la stampa i scaglia contro di lui: “si curi”

Processo morte Maradona, l’avvocato delle figlie: «È stato assassinato a sangue freddo»

di Redazione Napolitan
15 Ottobre, 2026
0

«Diego è stato assassinato a sangue freddo». È l'accusa pronunciata dall'avvocato Fernando Burlando, legale di Dalma e Gianinna Maradona, nell'arringa conclusiva delle parti civili al processo sulla morte di Diego Armando Maradona, in corso a San Isidro, nell'area metropolitana di Buenos Aires. Il legale ha chiesto una condanna a 15 anni di carcere per il neurochirurgo Leopoldo Luque, medico personale dell'ex fuoriclasse argentino, accusato insieme ad altri professionisti sanitari di responsabilità nella gestione delle sue condizioni di salute durante il ricovero domiciliare che precedette la morte, avvenuta il 25 novembre 2020. L'intervento di Burlando, durato oltre tre ore, ha segnato una delle fasi più intense della conclusione delle arringhe delle parti civili. L'avvocato ha sostenuto che le prove emerse nel dibattimento confermerebbero la tesi secondo cui la morte del campione avrebbe potuto essere evitata. Si tratta della posizione accusatoria della parte civile: le responsabilità penali degli imputati devono essere accertate dal tribunale.  Le richieste di condanna: nel mirino l'intero staff sanitario Nel corso dell'arringa, l'avvocato Fernando Burlando ha chiesto 15 anni di carcere per il neurochirurgo Leopoldo Luque, medico personale di Maradona, e 12 anni per Nancy Forlini, coordinatrice dell'assistenza sanitaria domiciliare. Per la psichiatra Agustina Cosachov la richiesta è di 10 anni, mentre per lo psicologo Carlos Díaz il legale ha invocato una pena di cinque anni. Infine, ha chiesto quattro anni di reclusione ciascuno per l'infermiere Ricardo Almirón e per Mariano Perroni, responsabile degli infermieri. Le contestazioni comprendono, secondo le posizioni accusatorie, l'omicidio semplice con dolo eventuale per alcuni imputati e l'omicidio colposo per altri. Per il medico clinico Pedro Di Spagna, invece, Burlando ha chiesto l'assoluzione, in linea con la posizione già espressa dalla pubblica accusa.  Le richieste formulate dalla parte civile non sono condanne già pronunciate: spetterà ai giudici valutare le prove e accertare le eventuali responsabilità penali dei singoli imputati. La distinzione giuridica è importante. Il dolo eventuale presuppone, in termini generali, che una persona si rappresenti la possibilità che la propria condotta provochi un evento mortale e ne accetti il rischio. La colpa, invece, riguarda una condotta negligente, imprudente o imperita, senza quella forma di accettazione del rischio. Le pene richieste da Burlando sono quelle invocate dalla parte civile e non costituiscono condanne già pronunciate. Anche la qualificazione giuridica dei fatti resta sottoposta alla valutazione dei giudici. «Il suo corpo chiedeva aiuto»: le accuse sulle cure domiciliari Al centro della requisitoria c'è la gestione delle condizioni cliniche di Maradona nelle settimane precedenti la morte. Il campione era stato sottoposto a un intervento chirurgico per un ematoma subdurale e, successivamente, era stato trasferito in un'abitazione privata per proseguire la convalescenza. Secondo la ricostruzione sostenuta dall'accusa e dalle parti civili, durante l'assistenza domiciliare sarebbero stati trascurati segnali e sintomi che avrebbero richiesto un controllo medico più rigoroso e, potenzialmente, un nuovo ricovero ospedaliero. Burlando ha attaccato duramente le condizioni dell'abitazione nella quale Maradona trascorse gli ultimi giorni, sostenendo che fosse inadeguata a garantire un'assistenza proporzionata alla fragilità del paziente. «Il corpo di Diego chiedeva aiuto, ma l'indifferenza è stata brutale», ha dichiarato il legale. Ha inoltre sostenuto che Maradona fosse arrivato vivo in quella casa e che i professionisti incaricati di seguirlo avessero ignorato segnali clinici che avrebbero dovuto destare preoccupazione.  La tesi delle parti civili è che non si sia trattato soltanto di una successione di errori nell'assistenza, ma di condotte e omissioni che avrebbero contribuito alla morte dell'ex calciatore. Sarà il tribunale a stabilire se le prove raccolte consentano di attribuire ai singoli imputati le responsabilità contestate. La morte del Pibe de Oro e il processo a San Isidro Diego Armando Maradona è morto il 25 novembre 2020, a 60 anni, mentre si trovava in convalescenza dopo l'intervento neurochirurgico. La morte, attribuita a un edema polmonare acuto associato a un'insufficienza cardiaca, ha dato origine a un'indagine sulle modalità dell'assistenza ricevuta negli ultimi giorni. Il processo mira a chiarire se i professionisti che avevano in cura l'ex campione abbiano agito correttamente e se eventuali negligenze abbiano avuto un ruolo determinante nel decesso. Il procedimento in corso a San Isidro è il secondo tentativo processuale dopo che il primo processo era stato annullato nel 2025 a seguito dello scandalo legato alla partecipazione di una giudice a un progetto documentaristico sul caso, circostanza che aveva compromesso la regolarità del dibattimento. Nelle settimane precedenti alle arringhe delle parti civili, anche la pubblica accusa aveva chiesto pene detentive per diversi componenti dello staff sanitario, pur con richieste differenti rispetto a quelle formulate da Burlando.  Un processo che cerca di stabilire chi avrebbe potuto salvarlo...

Fabio Perrucci, il carabiniere che ha salvato tre donne nel nubifragio di Foggia: un anno fa aveva soccorso un anziano tra le fiamme

Fabio Perrucci, il carabiniere che ha salvato tre donne nel nubifragio di Foggia: un anno fa aveva soccorso un anziano tra le fiamme

di Redazione Napolitan
15 Ottobre, 2026
0

Ci sono interventi che durano pochi minuti, ma che possono cambiare per sempre il destino di chi li vive. Momenti nei quali il pericolo non concede tempo per riflettere a lungo e qualcuno sceglie di andare incontro a chi è in difficoltà, mettendo a rischio anche la propria incolumità. È quanto accaduto lo scorso 12 ottobre a Foggia, durante il violento nubifragio che ha investito la città. Nel sottopasso di via Scillitani, invaso dall'acqua e trasformato in una trappola, tre donne sono rimaste bloccate all'interno di un'automobile. A intervenire è stato Fabio Perrucci, 29 anni, carabiniere scelto in servizio al Nucleo operativo e radiomobile di Foggia, che insieme a un collega ha contribuito a portarle in salvo. Una storia di coraggio che acquista un significato ancora più profondo alla luce di un precedente episodio: il 25 giugno 2025, quando prestava servizio a Pagani, in provincia di Salerno, Perrucci era entrato in un'abitazione avvolta dalle fiamme per soccorrere un anziano allettato, impossibilitato a fuggire autonomamente. Due emergenze diverse, a distanza di oltre un anno, unite dalla stessa scelta: intervenire quando una vita è in pericolo.  Il nubifragio a Foggia e il sottopasso diventato una trappola Il pomeriggio del 12 ottobre, una violenta ondata di maltempo si è abbattuta su Foggia. La pioggia intensa, accompagnata in alcuni momenti dalla grandine e da forti raffiche di vento, ha provocato allagamenti, disagi alla circolazione e numerose richieste di soccorso. Le strade si sono rapidamente riempite d'acqua, mentre diversi locali, tra cui box e cantine, sono stati invasi dalle precipitazioni. In corso Garibaldi è caduto un albero, fortunatamente senza provocare feriti. Ma tra le situazioni più critiche si è registrata quella dei sottopassi, dove l'acqua si è accumulata in pochi minuti, mettendo in difficoltà gli automobilisti. In via Scillitani il livello dell'acqua ha raggiunto circa un metro. Tre donne si sono ritrovate intrappolate nell'abitacolo della loro automobile, esposte a una situazione di grave pericolo.  È in questo scenario che è intervenuto Fabio Perrucci. Il carabiniere ha raggiunto la vettura immergendosi nell'acqua, insieme a un collega, e ha partecipato alle operazioni necessarie per liberare le occupanti e condurle in salvo. Il militare ha dovuto affrontare anche un notevole sforzo fisico per raggiungere e soccorrere tutte e tre le donne, una dopo l'altra. Un intervento nel quale la rapidità era fondamentale: in un sottopasso allagato, infatti, la situazione può peggiorare in tempi brevissimi.  Il precedente a Pagani: l'ingresso nell'abitazione in fiamme La vicenda di Foggia non è un episodio isolato nella storia professionale del ventinovenne. Il 25 giugno 2025, quando era in servizio alla Tenenza dei Carabinieri di Pagani, in provincia di Salerno, Perrucci si trovò ad affrontare un'altra emergenza. All'interno di un'abitazione avvolta dalle fiamme c'era un anziano allettato, incapace di uscire da solo. Il fumo rappresentava una minaccia concreta e, mentre si attendeva l'arrivo dei vigili del fuoco, il rischio era che l'uomo non riuscisse a resistere. Il carabiniere entrò nell'appartamento, raggiunse l'anziano, lo sollevò e lo trasportò all'esterno, sottraendolo al pericolo. Un intervento del quale rimase traccia anche in una lettera di ringraziamento inviata dal figlio dell'uomo alla Legione Carabinieri. La testimonianza della sorella: «Per me è mio fratello» Dopo aver visto le immagini del fratello impegnato nel soccorso, Sarah Perrucci ha affidato ai social la propria emozione. Il suo racconto restituisce una prospettiva diversa rispetto alla cronaca dell'intervento: quella di chi conosce la persona che si trova dietro la divisa e vive con apprensione i rischi di una professione che può imporre decisioni immediate. Un post...

Ponticelli: gli ex De Micco furono costretti dai clan alleati a rinnegare la precedente affiliazione bruciando i tatuaggi

Giuseppe Borriello, alias “Chupa Chups”: dal blitz del 2017 alla latitanza, la storia del fedelissimo dei “Bodo”

di Redazione Napolitan
15 Ottobre, 2026
0

Il suo nome compare nelle carte giudiziarie che hanno contribuito a ricostruire gli assetti del clan De Micco di Ponticelli...

Ponticelli, la denuncia dei cittadini: “furti anche in via Alfieri”

Ponticelli, controlli in tre attività commerciali: multe per oltre 20mila euro tra abusi edilizi e lavoro irregolare

di Redazione Napolitan
15 Ottobre, 2026
0

Occupazione abusiva di suolo pubblico, allacci elettrici abusivi, irregolarità nella gestione dei rifiuti e lavoratori senza contratto. È il quadro delle...

Facebook Twitter Youtube
  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy and Cookie Policy
  • AD
Napolitan è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Nola n.° 9 del 23/12/2014. Iscrizione al Registro degli Operatori per la Comunicazione n. 24695

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Bentornato!

Accedi al tuo account

Hai dimenticato la password?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o email per recuperare la password

Accedi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Vuoi sbloccare questo post?
Contenuti da sbloccare rimanenti. : 0
Sei sicuro che vuoi cancellare questo abbonamento?