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41enne morto in ospedale: era in preda a gravi emorragie

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
6 Gennaio, 2016
in Comunicati Stampa, In evidenza
0
41enne in ospedale per emorragia muore per una tac fuori uso
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gianluca-forestiereIl caso di Gianluca Forestiere, il 41enne morto il 2 gennaio dopo il trasferimento in due ospedali dell’Asl Napoli 2 Nord per una Tac rotta, è finito anche sul tavolo del ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

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Nelle prossime ore i carabinieri del Nas faranno una ispezione nell’ospedale di Pozzuoli, mentre la procura di Napoli darà incarico ad alcuni periti di accertare il rispetto dei protocolli clinici e soprattutto la «catena dell’emergenza» tra guardia medica, servizio 118 e rete delle emergenze intraziendali tra gli ospedali della Na2 Nord. Intanto, per domani alle 13 è previsto l’esame autoptico sulla salma di Gianluca, 41 ani marito e padre di due bambini. Per adesso nessuno risulta – ancora – formalmente iscritto nel registro degli indagati perché solo dopo l’esame del medico legale si potrà lavorare all’ipotesi del presunto caso di malasanità. Come ha confermato l’avvocato Amerigo Russo, legale della vedova Forestiere che la sera stessa del 2 gennaio presentò denuncia alla polizia, «per ora si procede verso soggetti da identificare, ma dopo la perizia sul cadavere di Gianluca scatteranno le informazioni di garanzia».

Sequestrata anche la cartella clinica che sintetizza il dramma del 40enne, iniziato quando a San Silvestro Gianluca Forestiere, manager di una concessionaria Bmw di Teverola, accusa un malore: ha febbre alta, diarrea e vomito verdastro.

Si reca al pronto soccorso del Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli ma viene dimesso dopo un’ora. «Sintomi di una influenza, tipica della stagione», gli dicono i medici.

Trenta ore dopo, il 41enne ritorna privo di sensi in quello stesso pronto soccorso con fortissimi dolori alla testa e continuo vomito. I suoi familiari hanno chiamato le guardie mediche territoriali e poi il 118 regionale: la centrale operativa, secondo la descrizione dei sintomi fatta dai familiari, invia un’ambulanza sprovvista di medico a bordo. Forestiere arriva poco dopo le 13.30 a Pozzuoli e resta in osservazione fino alle 17.30. Le sue condizioni cliniche – secondo le accuse dei familiari che ora attendono un riscontro dall’autopsia – sarebbero peggiorate al punto che Gianluca viene intubato. Si decide di sottoporlo ad una Tac, ma l’unica in dotazione alla Radiologia del Santa Maria delle Grazie è guasta. Il paziente, intubato, viene inviato con un’ambulanza che ha a bordo anche un medico rianimatore all’ospedale aziendale più vicino: il San Giuliano di Giugliano, che dista 27 chilometri e non ha un reparto di Neurochirurgia. Dalla Tac sarebbe emerso un caso di Cid, coagulazione intravascolare disseminata: in pratica, l’uomo sarebbe stato in preda ad una gravissima sindrome clinica caratterizzata da numerosi trombi.

Emorragie alla testa, allo stomaco e alla vescica le cui cause sono tutte da accertare. Gli organi interni non avrebbero più risposto alle terapie. A quel punto Forestiere riparte in ambulanza con medico rianimatore per fare ritorno a Pozzuoli dove arriva intorno alle 21.30 in Rianimazione. Sono gli ultimi istanti di vita del 41enne, che muore tra le lacrime e le mille domande della moglie, la 36enne Emanuela Falco.

Domande che, adesso, esigono una risposta, chiara, inconfutabile, attendibile.

Tags: . napoligianluca forestieremalasanitàospedalepozzuolitac
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Un miliardo di euro in dieci anni, una struttura commissariale guidata dal presidente della Regione Campania Roberto Fico e nuovi strumenti per la messa in sicurezza degli edifici, il sostegno alle famiglie e la riduzione della vulnerabilità del patrimonio immobiliare. Il Consiglio dei ministri ha approvato il 13 ottobre il nuovo decreto - legge dedicato ai Campi Flegrei, introducendo un modello di gestione di lungo periodo per affrontare le conseguenze del bradisismo.  Il provvedimento arriva dopo settimane di interlocuzioni istituzionali e la mobilitazione di centinaia di cittadini e amministratori locali, che l’8 ottobre avevano raggiunto Roma per chiedere risposte concrete per il territorio flegreo e per le famiglie colpite dall’emergenza.  Fico commissario per dieci anni: una regia unica per gli interventi La principale novità riguarda la governance. La gestione degli interventi strutturali sarà affidata a una struttura commissariale della durata di dieci anni, con a capo il presidente della Regione Campania, che assumerà il ruolo di commissario straordinario del Governo. L’obiettivo è superare la frammentazione delle competenze, rendere più chiara la catena decisionale e accelerare la programmazione e l’esecuzione degli interventi. La gestione speciale avrà una durata decennale, indipendentemente dall’andamento contingente del bradisismo, con verifiche annuali. Il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, ha presentato il piano come un passaggio da una gestione legata all’emergenza a una strategia di prevenzione strutturale. La struttura commissariale dovrà occuparsi della riduzione della vulnerabilità degli edifici e della ricostruzione di quelli danneggiati, mentre la Protezione civile manterrà le proprie competenze sul monitoraggio del rischio, sull’allertamento, sulla pianificazione delle emergenze e sull’eventuale evacuazione della popolazione.  Un miliardo per gli edifici: contributi e adeguamento antisismico Il fondo pluriennale previsto dal decreto ammonta a un miliardo di euro, distribuito nell’arco di dieci anni. Le risorse serviranno a sostenere interventi di riparazione, riqualificazione e riduzione della vulnerabilità degli immobili nelle aree interessate dal fenomeno bradisismico.  Tra le principali misure annunciate figurano: Contributi fino a 30mila euro per gli interventi di pronto ripristino degli immobili. Contributi per la riduzione della vulnerabilità degli edifici, con percentuali di copertura legate all’ISEE e possibilità di arrivare al 100% dei costi per chi possiede i requisiti previsti. Adeguamento antisismico: secondo quanto illustrato dal ministro Musumeci, il contributo statale potrà coprire il 70% delle spese, salendo al 100% per i proprietari con reddito non superiore a 28mila euro. Delocalizzazione volontaria e incentivata per gli immobili più vulnerabili o situati nelle aree a maggiore rischio. L’obiettivo è intervenire non soltanto sugli edifici già danneggiati, ma anche sulle condizioni strutturali che possono rendere il patrimonio immobiliare più vulnerabile agli effetti delle scosse. Le modalità operative, i requisiti di accesso e le procedure applicative dovranno essere verificati sulla base del testo definitivo e degli atti attuativi. Sospensione di mutui e tributi, proroga degli affitti Il decreto contiene anche misure di sostegno economico per le persone che vivono nei territori colpiti dal bradisismo. È prevista la sospensione degli adempimenti tributari e contributivi fino al 30 novembre 2026, con riferimento al periodo indicato dal provvedimento, e la sospensione dei mutui fino al 31 dicembre 2027....

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Una lite tra adolescenti, nata secondo le prime ricostruzioni da una contesa sentimentale, si è trasformata in una brutale aggressione nel cuore del Vomero. Per il pestaggio del padre intervenuto in difesa delle figlie, avvenuto nella notte tra sabato 10 e domenica 11 ottobre in zona piazza Vanvitelli, sono stati identificati una decina di giovani, quasi tutti minorenni. Nel gruppo ci sarebbero anche i figli di due poliziotti. Le responsabilità individuali sono ancora al vaglio degli investigatori.  L’inchiesta è coordinata dalle Procure ordinaria e per i minorenni di Napoli. I carabinieri stanno ricostruendo le diverse fasi della vicenda e il ruolo di ciascun partecipante, anche attraverso i filmati dell’aggressione circolati in rete. La lite tra ragazze e l’intervento del padre Secondo la ricostruzione investigativa, tutto sarebbe cominciato con un diverbio tra giovanissime, legato a una presunta rivalità sentimentale. La discussione sarebbe degenerata in un’aggressione ai danni delle figlie dell’uomo e di una loro cugina. Una delle ragazze sarebbe stata colpita da un giovane arrivato in scooter. Avvertito di quanto accaduto, il padre è intervenuto per affrontare il ragazzo. Da lì la situazione sarebbe precipitata: il giovane avrebbe chiamato in aiuto alcuni amici e l’uomo sarebbe stato circondato e picchiato ripetutamente, anche quando era già a terra. Il pestaggio ha avuto conseguenze gravissime. Durante l’aggressione, un mezzo per la raccolta dei rifiuti ha investito l’uomo, schiacciandogli una gamba. Trasportato all’ospedale Cardarelli, è stato sottoposto a cure e a un intervento chirurgico. Il rischio di amputazione, temuto nelle prime ore, è stato scongiurato. Anche una delle figlie ha avuto bisogno di assistenza medica.  Una decina di giovani identificati, quasi tutti minorenni I primi accertamenti hanno portato all’identificazione di otto ragazzi, sei maschi e due femmine. Gli sviluppi più recenti parlano complessivamente di una decina di giovani individuati. Tra loro ci sarebbero anche due figli di appartenenti alle forze dell’ordine. A preoccupare è anche quanto sarebbe accaduto dopo l’aggressione. La famiglia avrebbe ricevuto minacce e insulti sui social, con le figlie dell’uomo nuovamente esposte a intimidazioni. La vittima ha riferito di essere particolarmente preoccupata per la loro sicurezza.  Piazza Vanvitelli, arriva il presidio interforze Dopo il pestaggio, il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha disposto l’istituzione immediata di un posto fisso interforze in piazza Vanvitelli. Il dispositivo prevede la presenza a rotazione di equipaggi delle forze dell’ordine, della polizia locale e della polizia metropolitana. La misura si aggiunge ai controlli rafforzati già previsti per alcune aree del Vomero, con pattugliamenti e vigilanza nelle ore considerate più delicate, in particolare durante le serate del fine settimana. L’obiettivo dichiarato è prevenire nuovi episodi di violenza e garantire maggiore sicurezza a residenti, commercianti e frequentatori della zona.  Per sabato 17 ottobre è stata inoltre annunciata una mobilitazione pacifica promossa da famiglie del quartiere, con l’obiettivo di esprimere solidarietà all’uomo aggredito e alle sue figlie e chiedere una presenza più costante delle istituzioni.  Una violenza che non può essere liquidata come una bravata La vicenda di piazza Vanvitelli impone una riflessione che va oltre la dinamica della lite e l’identificazione dei singoli partecipanti. Se una discussione tra adolescenti può trasformarsi in un pestaggio di gruppo, se un uomo finisce in ospedale con lesioni gravissime e se la sua famiglia teme nuove ritorsioni dopo aver denunciato, il problema non può essere archiviato come una semplice lite tra ragazzi. La risposta deve passare dall’accertamento delle responsabilità, dalla tutela della vittima e dei familiari e da interventi capaci di prevenire nuove aggressioni. 

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