Il gran giorno! Il debutto, la festa, la gioia. Il caldo sole, quello pomeridiano, il più rovente e spietato, ridesta la bella addormentata e le ricorda, semmai lo avesse scordato, che il gran ballo è alle porte.
I preparativi devono iniziare. Ma da dove? Ovviamente, da lei, la protagonista, la principessa, la festeggiata. Il torpore del sonnellino pomeridiano, imposto dalla saggia madre, sempre e comunque amorevole; sinò per quand’ è staser’ nun sì bon’.
E come una sonnambula che segue le stelle, la piccerella di casa insegue il frizzante aroma di caffè che la conduce lì dove tutto avrà luogo; dint’ ‘a cucin’. E dove, al fianco degli irrinunciabili amici, i fornelli, c’è lei, la complice, l’amica di sempre, la spalla delle mille e uno battaglie: mammà.
Solo lei le darà la forza ed il coraggio per affrontare tutto. In primis, la gran cerimonia della preparazione. A dare il via alle danze, ritorna, Maga magò, confermata dopo l’ultima brillante prestazione. Per il grande evento la regina del trucco e parrucco ha ampliato la formazione più numerosa, ma anche più agguerrita.
La compagnia della bellezza, rifocillata nello spirito, da na tazzulell’ ‘e cafè. Come api sul miele si fiondano in massa sul volto e sulla chioma della giovane debuttante. E iniziano a danzare; pennelli, ombretti, phard e rossetti, spazzole, pinze e phon. Una magia li muove e loro magicamente si muovono, in un’atmosfera priva di gravità e pregna di adrenalina. Le ore volano ed il sole, mesto, si nasconde dietro il tramonto, segno che il grande appuntamento si sta per avvicinare.
La casa si trasforma in una pazza giostra dove salgono e scendono, senza passare dalla biglietteria, amici, parenti, vicini, invidiosi e non, parrucchieri, fotografie e fiorai.
Calle, gigli, margherite, girasoli. Una girandola di colori e di profumi invadono la dimora della principessa, dove ancora, e nelle retrovie, si celebra il rito della vestizione. Per la quale, e ancora, la compagnia della bellezza è pronta a dare il proprio consenso, esclamando uanema bell’.
Ed eccolo l’eletto, il prescelto: ‘o vestit’. Un lungo e cangiante drappo di tessuto nel più splendido e accecante rosa shocking che la mente, quasi umana, di stilista abbia mai potuto partorire, avvinghiato, come l’edera, attorno alla sagoma della bella e poi, stretto e fermo, sui suoi prominenti. E lì, su quel piccolo e rotondo promontorio, un cuore di luci, luminose come una scheggia di plexiglass. Un’illusione ottica a prova di esperto.
E come la ciliegina sulla golosa torta piovono guanti, gioielli, tiara e soprattutto ‘e sandal’ gioiell’.
Prima che sia festa, d’obbligo è la tappa fotografica nel salottino buono addobbato, anzi, riaddobbato, per l’occasione.
Jenny e Ciro, confermatissimi anche loro, immortalano tutti; gli emozionati genitori, gli amorevoli suoceri, gli zii di tutti schieramenti, gli amici, le amiche ed anche ‘a purtier’.
La sera è giunta ed anche la carrozza. La principessa, e ‘o ‘nnammurat’, si avviano a palazzo. Il tappeto di stelle abbraccia tutti e svela il magnifico buffet e gli affamati invitati. La colonna sonora, e l’entusiasta dj, accompagnano tutti verso il primo, il secondo, contorni, la frutta. I palati sono stati soddisfatti, ma il momento clou deve ancora arrivare. I fuochi d’artificio colorano il cielo sotto il quale un’altra principessa fa il suo ingresso; ‘a tort’. Una moltitudine di strati di abbondante glassa glitterata, argento e rosa, infiocchettata a dovere, invitano la festeggiata e consorte a prendere posto. E prima che una dolce ferita squarci il capolavoro giunge, inaspettatamente puntuale, il dono più bello: l’aniell’ ‘e fidanzament’.
Ritratto di una raggiante diciottenne fidanzatasi nel giorno più bello della sua vita, almeno fino al matrimonio!