Al Tormina Film Festival un Richard Gere in grande spolvero ha affascinato la platea durante la presentazione del suo film in concorso Time out of mind girato due anni fa, visto in Italia al Festival di Roma ma mai distribuito nelle sale. Diretto da Oren Moverman,si tratta di un film-reality per girare il quale Gere si è trasformato in un homeless a New York, ha chiesto davvero l’elemosina ai bordi delle strade e con l’aiuto delle telecamere nascosto ha mostrato al pubblico cosa accade davvero quando le persone si trovano davanti a chi ha bisogno d’aiuto.
Un film difficile da realizzare, spiega Gere, “il budget era ridottissimo, avevamo al massimo ventuno giorni di riprese. Ma ho deciso da subito che io avrei fatto l’homeless, dovevo essere invisibile io e anche le macchine da presa e tutto ciò che serve per girare un film. Anche dal punto di vista visivo ne è uscito un prodotto innovativo, quasi sperimentale, molte immagini sono riflesse nelle vetrine dei negozi, le riprese sono state fatte da molto lontano. Nessuno mi ha riconosciuto – continua – nessuno ha osato avvicinarmi.“.
Ma l’incontro con il sex symbol che ha incantato le tre generazioni di donne presenti alla serata,le nonne affascinate dall’ American Gigolò, le mamme stregate dal magnate di Pretty Woman e le figlie incantate dal romantico Gere di Autumn in New York, è stato l’occasione per parlare di temi di attualità come l’immigrazione e il mandato del Presidente Obama e di altri argomenti decisamente più leggeri come il suo tè preferito e l’amore che lo lega all’Italia.
Alla fine dell’incontro un siparietto davvero divertente per i presenti,molto meno per i bodyguard di Gere, ha animato la serata.L’attore prima di congedarsi ha infatti chiesto alla platea: «Chi lo vuole, un selfie con me? Coraggio, donne, fatevi avanti».Dopo un iniziale momento di imbarazzo centinaia di persone sono salite sul palco armate di smartphone per tornare a casa con un ricordo da esibire alle amiche assenti.