<<Chi nasce a Napoli respira con un polmone l’aria del paradiso e con l’altro quella dell’inferno. Per me che ovviamente venivo da una grande città come Napoli non è che ho sofferto degli spazi. Più che altro diciamo che l’impatto è stato del tipo umano, nel senso che era per me abbastanza complicato mettere su qui (a Roma, dove Lello si trasferì ndr) un gruppo di amici, avere dei posti famigliari. Però devo dire che a distanza di tanti anni posso testimoniare un’accoglienza da parte dei Romani veramente straordinaria. Pregi e difetti dei Romani, purtroppo o per fortuna, sono molto simili a quelli napoletani. Per cui, per quanto mi riguarda vado molto d’accordo e mi intendo molto bene con i Romani. Hanno questa filosofia del “tirare a campà” e di sapere che nella vita le cose importanti sono davvero poche e allora giustamente vanno prese con una certa leggerezza, che non è superficialità ma un modo più disincantato di affrontare le cose>>.
Lello è una persona socievole e corretta, senza peli sulla lingua, con molti amici.
All’anagrafe Raffaele Arena, è nato a Napoli il primo novembre 1953 e rappresenta il volto della comicità napoletana: storico il gruppo teatrale “La Smorfia” formato negli ultimi anni Settanta con Massimo Troisi ed Enzo Decaro.
Di Troisi dice: <<Quando andava alle assemblee studentesche chiedeva sempre la parola perché era uno con delle idee già formate. Con un però: il suo stile, la sua mimica facciale e anche un punto di vista strampalato rispetto all’epoca, provocavano ilarità. Quindi esprimeva concetti agguerriti con una platea che rideva sempre. Ne usciva addolorato e ci chiedeva: “Ma che vita mi aspetta se la gente ride quando dico cose serie?”>>. I due si sono incontrati per la prima volta quando avevano tredici anni, nel teatro della parrocchia.
Grande amico anche del collega Alessandro Siani: <<E’ un grande manager. Mi dà l’idea di uno che sa alla perfezione come vanno le cose, come colpire. Non capisco la sua tendenza a chiudersi dentro luoghi comuni su Napoli>>.
Uno tra i primi teatri calcati dal comico sessantunenne è il Sancarluccio, e i suoi “miti” sono Stanlio e Ollio. Marito di Francesca Taviani e padre di due figli, di cui la più grande attrice, Lello fa satira anche al cinema e in televisione, e vince il David di Donatello per il ruolo che interpreta nel film “Scusate il ritardo”. Con la trasmissione “Cordialmente insieme” approda in radio, dove rimarrà poco tempo. Dà la voce a Pulcinella nel film “Totò Sapore e la magica storia della pizza”. Sceneggiatore per le storie a fumetti di Lupo Alberto e Topolino, racconta in un’intervista di adorare le vignette, grazie alle quali, tra l’altro, nel tempo ha imparato un Inglese “colorito”. Nel 2009 riceve il premio alla carriera Massimo Troisi. Tra le sue apparizioni di maggior successo, le conduzioni di “Scherzi a parte” e “Striscia la notizia”. Lello scrive anche un libro per ragazzi, “I segreti del sacro papiro del sommo Urz”, e recentemente appare su Rai5 nel film “Don Chisciotte”, diretto da Nadia Baldi, insieme a Roberto Herlitzka.
Ironizza su tutto: <<Molti si disperano perché pensano di essere gli unici disgraziati. Quando dal confronto si capisce che siamo una banda di sfigati, allora ci si sente meglio>>.
I suoi genitori, operai, erano poco convinti della professione di attore che Lello inizia da subito ad intraprendere, tra uno scherzo e l’altro. All’ennesimo commento negativo della madre, che vedeva la carriera del figlio destinata a troncarsi da un momento all’altro, il padre un giorno risponde: <<Addolorà, finché non se ne accorgono fallo fa’!>>.